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Un regista di San Costanzo, Nicola Sorcinelli, una bimba di Marotta, Sofia Hefner e un cortometraggio, “Il pennarello nero”.
Questi gli elementi del video sociale realizzato per un concorso, con tema la violenza domestica, indetto da YouTube, Centro sperimentale di cinematografia, Cinecittà Luce. Il video, presentato a San Costanzo al Teatro della Concordia, è oggi visibile su YouTube.
Il cortometraggio racconta una storia di violenza familiare e mostra, attraverso i gesti della piccola Sofia, le conseguenze che tutti subiscono.
Ma il regista, autodidatta e autoprodotto, non è nuovo a iniziative di questo genere: il primo corto, in quinta elementare, con una vecchia telecamera dei vicini di casa; il primo riconoscimento a 14 anni, quando con “Il tramonto dei viandanti”, ha conquistato la giuria del concorso Opera prima di Urbania.
“Il pennarello nero” è l’ultimo lavoro di Sorcinelli, ma nel 2009 ha realizzato un corto più lungo, di 15 minuti, dal titolo “La neve non fa rumore”.
Un progetto low budget, grazie all’aiuto degli amici e all’inventiva che ha risolto molte esigenze tecniche, che racconta il rapimento di una donna, che si ritrova imprigionata in uno scantinato insieme a un misterioso bambino, Carlo. La loro disavventura si incrocia fatalmente con quella vissuta sessant’anni prima da un gruppo di partigiani, scovati e uccisi in quello stesso seminterrato. che si ritrova prigioniera in un luogo che è stato scenario di una storia di 60 anni prima, con protagonisti un gruppo di partigiani.
“Ho fatto esperienze come assistente alla regia anche in una fiction Rai – racconta Sorcinelli - Fare il regista è un mestiere molto difficile, sopratutto in Italia dove non si investe sui giovani e le storie sono fossilizzate. Nel mio futuro spero di diventare, un regista a tutti gli effetti e poter fare i film che mi piacciono”.
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