Solo uomini per la giunta mondolfese



L’attesa sentenza del Tar delle Marche in merito al ricorso fatto alla Lista Civica per Cambiare relativa alla mancanza di donne nella giunta comunale ha dato ragione al Sindaco Pietro Cavallo. Con le seguenti motivazioni il tribunale amministrativo ha ritenuto legittimo l’operato del sindaco in base alla circostanza che nel consiglio in carica non è rappresentato il sesso femminile; che non risulta che vi siano soggetti di sesso femminile che nei

partiti e movimenti che sostengono il sindaco ricoprono ruoli di preminenza o che comunque, in seno alla comunità di Mondolfo, si contraddistinguono per un particolare impegno nei settori di competenza dei vari assessorati, tranne quelle che il sindaco ha interpellato nel corso del procedimento di riesame; ne risulta che vi siano state candidature spontanee da parte di altri soggetti di sesso femminile. Sussistono tuttavia giusti motivi - termina la sentenza – per disporre la compensazione delle spese, trattandosi di questione sulla quale la giurisprudenza maggioritaria è pervenuta nel recente passato a conclusioni dalle quali, nel caso di specie, il Tribunale ritiene di discostarsi.

Il commento di Carlo Diotallevi, capogruppo della Lista Civica promotrice del ricorso non si è fatto attendere: “Una sentenza ingiusta che ci lascia davvero esterrefatti!”. Rispettiamo profondamente la Giustizia e la sentenza, ma non possiamo assolutamente condividerla in quanto il TAR di Ancona ha adottato un provvedimento che, sul caso in questione, contrasta con tutta la giurisprudenza degli altri TAR regionali che invece sono andati (come nel caso del TAR Lazio, TAR Lombardia e TAR Puglia) nella direzione di annullare le Giunte prive di componenti femminili.

Alcuni passaggi della sentenza del Tar ci lasciano poi davvero basiti come quando afferma che: "è ben possibile, soprattutto in Comuni di ridotte dimensioni qual è Mondolfo, che non esistano soggetti di sesso femminile interessati a ricoprire incarichi assessorili". Ma forse il Tribunale Amministrativo dimentica che Mondolfo è il 4° Comune della Provincia con ben 12.300 abitanti. Il nostro ricorso era giuridicamente e amministrativamente fondato (questo è riconosciuto anche dal TAR Marche che, infatti, ha deciso di compensare le spese processuali) e faceva riferimento sia all’obbligo previsto dallo Statuto comunale che a quello previsto dalla Costituzione.

Il TAR ha invece ha accolto la tesi della Giunta mondolfese che aveva semplicemente eccepito l’impossibilità di nominare un assessore donna perché (dopo averne contattate solo 2) nessuna si era resa disponibile; una tesi quella sostenuta dalla Giunta davvero inaccettabile e discriminatoria contro la quale stiamo valutando anche l’ipotesi di un ricorso al Consiglio di Stato”.

 

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Commenti  

 
-1 #1 Fabio 2012-02-02 18:36
Veramente significativa fra le motivazioni del T.A.R. di non accoglimento del ricorso l'asserzione secondo cui:
" non risulta che vi siano soggetti di sesso femminile che nei partiti e movimenti che sostengono il sindaco ricoprono ruoli di preminenza o che comunque, in seno alla comunità di Mondolfo, si contraddistingu ono per un particolare impegno nei settori di competenza dei vari assessorati, tranne quelle che il sindaco ha interpellato nel corso del procedimento di riesame".
Maschietti mondolfesi e marottesi, se cercate una donna intelligente andate a scovarla fuori comune.
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+1 #2 Maretta 2012-02-16 16:40
Sarebbe da non dare la soddisfazione di intervenire con un commento ma non è facile starsene in disparte a leggere certe asserzioni.
La sentenza negativa del T.A.R poteva essere già motivata dal fatto che sono state fatte regolari elezioni (per le quali erano presenti candidate femminili, sia nel gruppo di maggioranza che nel gruppo di minoranza) senza che alcun elemento femminile sia riuscito a raggiungere voti soddisfacenti per essere inserita in giunta.
Dal canto suo, il Sindaco non avrebbe comunque trovato appoggio favorevole se avesse conferito la carica di assessore ad una delle candidate con pochi voti acquisiti o peggio con nomina esterna.
Quello che non approvo è l'avversa espressione usata in riferimento alla motivazione del mancato accoglimento del ricorso, anche in funzione del fatto che esistono donne, residenti in questo Comune, che di idee ne hanno e magari lo hanno anche dimostrato e, se pur per qualche ignara logica, non sono state prese in considerazione non meritano umiliazioni gratuite.
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