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MAROTTA UNITA, GABRIELE VITALI: "NEL COMITATO MONDOLFESE CAMBIANO I SUONATORI MA LA MUSICA È SEMPRE QUELLA"
Lunedì 11 Gennaio 2010 21:06
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L’anno nuovo a Marotta si apre così come si è chiuso il 2009.


 

Ad accendere il dibattito è sempre l’unificazione della Berlino dell’Adriatico.
Il presidente del Comitato Pro Marotta Unita, Gabriele Vitali, risponde al Comitato Cittadino Mondolfese che nelle ultime settimane ha inviato ad alcune associazioni marottesi l’invito a un dialogo aperto e leale sulla questione. Un dialogo che subito si è aperto specie in internet.
“Abbiamo letto di una “intenzione a non alimentare polemiche o facili demagogie lasciando al passato le alzate di scudi per cercare un dialogo e dibattito costruttivo”. Dopo 15 giorni leggiamo che “le nostre argomentazioni sono condite di melassa demagogico-retorica, che siamo ipocriti, presuntuosi e subdoli”. Ci sembra che in quel Comitato cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella. Non ci interessa parlare con quei sordi che non vogliono sentire. Vogliamo chiarire a chi è seriamente interessato, ma poco informato, alcuni punti trattati da Natalino Pierpaoli del Comitato mondolfese”.
Partiamo dalla questione relativa all’aggregazione di tutta Marotta al Comune di Fano.
“Sappiamo che sarebbe possibile. Ma con quale risultato? Tutta Marotta sarebbe l’estrema periferia di Fano, con il capoluogo di oltre 60.000 abitanti, con tanti problemi che saranno sempre prioritari rispetto ai nostri, con il 95% di amministratori di Fano che spesso non conoscono la realtà e le necessità di Marotta. Una soluzione fuori luogo che non si può nemmeno prendere in considerazione”.
E riguardo all’autonomia comunale di Marotta?
“Il nostro primo obiettivo, ma c’è un indirizzo politico generale a voler accorpare i Comuni già esistenti per ridurne il numero. Chiedere l’istituzione di un nuovo Comune sarebbe come tirar acqua contro vento! C’è poi un problema di numero di abitanti già spiegato più volte. Pierpaoli dice “basta cambiare la costituzione regionale”; pensiamo sia meglio non commentare un’ipotesi del genere. I termini della proposta di legge non sono da definire. Sono già stati indicati con tanto di piantina geografica nelle proposta inviata dal Comune di Mondolfo alla Regione. Ogni altra indicazione, come quella di voler inserire Ponte Sasso, che non vuol saperne di aggregazione con Marotta e Mondolfo e che al referendum voterebbe contro, facendo naufragare matematicamente un risultato che comunque non abbiamo mai dato per scontato ma possibile, serve solo a perdere tempo. Il nostro obiettivo è chiaro. Non si riesce a capire quali possano essere gli obiettivi politico–affaristici, le manovre occulte, le finalità celate. A meno che non s’intenda come obiettivo quello di superare demograficamente il centro storico di Mondolfo, anche perché è una realtà già in essere da oltre vent’anni!”

 

 

 

Marco Spadola

 

 

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Natalino Pierpaoli  - Lettera aperta   |82.49.8.xxx |2010-01-15 01:44:55
Caro Vitali,
Premetto, chiarendo, il fatto che sia i suonatori che la melodia
sono quelli di sempre, nel senso che personalmente faccio parte del comitato
cittadino mondolfese da una decina di anni e che il comitato stesso si è
sempre dichiarato e si dichiara tuttora contrario all’unificazione di Marotta
di Fano. Ma ciò non toglie che non si voglia instaurare un dialogo, se pur
acceso viste le posizioni divergenti, ma civile e soprattutto onesto per far sì
che i cittadini vengano coinvolti e, in modo particolare, conoscano le ragioni
che animano il dibattito, quindi possano giudicare in piena libertà e con
propria razionalità. Quest’ultimo è il nostro principale obiettivo perché
sappiamo che a decidere devono essere solo ed esclusivamente i cittadini e non
certo i direttivi dei comitati o le segreterie di partito, poi se per
acclamazione popolare le nostre idee venissero confutate saremo i primi a
riconoscervi l’onore della ragione.
Lei dice sicuramente cose giuste, nel
senso che abbiamo sì iniziato un dialogo (non certamente concluso), soprattutto
sul web grazie ai blog marottesi, dove per quindici giorni si è discusso in
modo franco sulla questione di unificare l’intero territorio marottese
(Marotta di Fano con Marotta di Mondolfo) sotto l’amministrazione mondolfese e
che per voi è l’unica e imprescindibile soluzione a tutti i problemi che
affliggono Marotta. Affermavate con ostinato rigore che la legge vigente non
permette altra soluzione e che l’aggregazione di Marotta di Mondolfo con il
comune di Fano e tanto più l’elevazione a comune autonomo delle due frazioni
erano infondate congetture.
Vi abbiamo dimostrato, con leggi vigenti alla mano,
che invece questo è possibile e sarebbe possibile il caso dell’autonomia di
Marotta, senza voler stravolgere nessuna “costituzione”, semmai faccio
riferimento ad una legge ordinaria regionale che può essere modificata, così
come è accaduto in Abruzzo e recentemente in Piemonte ma che per Marotta,
proprio per la particolare situazione amministativo-demografica non servirebbe
addirittura chiedere alcuna modifica. Per quest’ultimo dettaglio rimando ad
un seguito della discussione sul blog. Per ciò che riguarda il caso di
unificazione con Fano, a prescindere forzatamente da quello che può essere la
volontà popolare, Marotta non diverrebbe certo una estrema e isolata periferia.
In primo luogo Fano non è una metropoli disarticolata con milioni di abitanti
dove il cuore pulsante economico e sociale è ortocentrico alla città stessa,
il territorio comunale conta sì 63886 abitanti ma circa il 30% (cioè circa
18000 abitanti) di questa popolazione vive nelle 18 frazioni che compongono il
territorio fanese, dunque dire che Marotta possa formare l’estrema e
abbandonata periferia di Fano mi pare un modo pregiudiziale e aprioristico per
dire che non si vuole nemmeno presentare e dialogare con i cittadini questa
possibilità. Per contro possiamo dire che Marotta intera diverrebbe una
frazione con quasi 10000 abitanti (con Ponte Sasso si supererebbe ampiamente
questo numero) e dunque potenzialmente significativa per Fano, sia politicamente
che per territorio ed economia, penso ad esempio ad un possibile e fattibile
rilancio del turismo a Marotta che potrebbe diventare, per l’intero
comprensorio fanese, il principale polo d’attrazione per il settore balneare.

Restiamo dunque convinti dell’idea che i problemi che affliggono Marotta non
possono risolversi spostando i confini un po’ più a nord accorpando un lembo
di territorio sotto l’amministrazione di Mondolfo anzi pensiamo che questa è
la soluzione meno razionale possibile. Per questo motivo ribadisco che viene
facile pensare che l’ostinazione a perseguire questa strada celi in realtà
interessi ben diversi dal bene comune, a maggior ragione se poi non c’è
dietro un forte coinvolgimento popolare.
Un cordiale saluto.
Pierpavl   |93.146.107.xxx |2010-01-16 17:29:37
Caro Pierpavoli,
ma me m' dic'n Pierpavolo, ma anca si c'avén 'l nóm guasi
uguàl, un guarda vèrs Rìp' e ql'altr vèrs Sòrblóng. Quant' Gabriele d'
Francòlàta dìc' che la musica è sèmpr quella e gàmbin' sól i musicànt,
è un fatt véra. Vó Pierpavoli, sìn a calc més fa, avét sèntut la stessa
sòlfa ch' hann sònàt i altr: na volta a dirìg' la banda era Gaetano del
professór, n'altra Roberto del Pipàr e n'altra ancora Lamberto d' Menchin. Ma
mè prò m' pàr che vó Pierpavoli, facét un pò d' confusión sa la Légg'
dla Región. Si è véra che l’unità d' Marotta pòl èss fatta anca sa Fàn,
è sbaiàt a dì che Marotta pòl fà comune da per lia. E’tant véra quést
che l’articql 2 c. 2 dla L. R. n. 10/1995 dìc' che :« Nel caso di cui alla
lettera b del comma 1 (erezione in comune o in comuni autonomi di una o più
borgate o frazioni di uno stesso comune) non possono essere istituiti nuovi
comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti o la cui costituzione
comporti come conseguenza, che altri comuni scendano sotto detto limite».
All’art. 3 comma 3 s' lègg': «Nei casi di cui alle lettere B (distacco di
una frazione o borgata da un comune e sua incorporazione in un comune
contermine) e C del comma 1 (ampliamento del territorio di un comune al quale
viene aggregata parte del territorio contermine o di altro comune), non si
applica il limite minimo di popolazione stabilito dall’art. 2 comma 2».
Quest’ vòl dì che per staccà na frazión da ‘n comune e portàlla ‘ntun
altr, ‘l limite di 10 milla cristiàn ‘nn c’entra più. Dónca Marotta
pudrìa gi sa Fan e Mondòlf armànn pì cazzi sua. Ma 'nn vòl dì
risolutamènt che Marotta pudrìa fa comune indipendènt, perché per quést
c’ vòln sèmpr 10 milla cristiàn, cómm prèvéd’ l’articql 2 c. 2 dla
Légg’ Regional n 10/95. Quéll che vó git a arcontà sulla possibilità che
Marotta pòl fà comune per cónt sua, sa l' légg' ch' c'avén ògg', ènn tutt
fòl ch’ s’arcontn alla végghia.
Gì a modificà na légg' per fà un
comune nòv, sa i tèmp ch' currn, quant' s' cerca d' favòri i accorpamènt...
cò t'ho da dì Pierpavoli... per me 'nn'è 'l viàgg' da l'òrt, 'nn c'è d'
mèzz manca 'l màr, c'ènn tutti i ocèani messi inscén.
C' salutàn.
Natalino Pierpaoli   |82.49.8.xxx |2010-01-18 04:30:28
Caro Fabio,
(o preferisci che ti chiami Pierpavl o Ginettaccio) vedo che ti
ostini a replicare nel solito modus politicandi che ti contraddistingue. Sai
bene che conosco la legge regionale 10/95, mentre mi pare che tu fino ad un mese
fa ti ostinavi a far riferimento (come pure Vitali) alla vecchia e abrogata
Legge 142/90 e dico questo citando una frase di un tuo commento pubblicato nel
blog “Biagiarell’s diari” il 30 novmbre 2009:
... Mettila come vuoi
Natalino, ma sia l’istituzione di un comune autonomo che l’unificazione
della parte di Marotta di Mondolfo al Comune di Fano non è possibile per le
leggi oggi vigenti e con le quali dobbiamo fare i conti ...
Dunque, caro Fabio,
cerchiamo di essere seri e leali.

Per quanto riguarda la possibilità di
erigere il territorio di Marotta a comune autonomo ho sempre utilizzato il
condizionale, nel senso che credo che vi sia la possibilità – pro lege –
come citato in precedenza, ma questo dipende da diversi fattori che cercherò di
palesare qui di seguito.
In primis occorre una forte, responsabile e coesa
volontà popolare, senza di questa non si va certo da nessuna parte. Per seconda
cosa occorre rivedere l’area territoriale della possibile nuova
amministrazione marottese, certamente non ha senso che questa preveda solo
Marotta di Mondolfo al quale viene accorpato un ritaglio di territorio (1,32
Km2) fino a via Andersen / via Collodi.
Per come la vedo io, da Piano Marina il
territorio dovrebbe estendersi fino a Strada Torrette all’estremità nord di
Ponte Sasso per un totale di 6,52 Km2, questo per ragioni geografiche,
demografiche e di struttura insediativa. Per quanto riguarda il numero di
abitanti credo non ci sia alcun problema, Marotta di Modolfo supera i 7000
abitanti (dato 200 mentre tra Marotta di Fano e Ponte Sasso gli abitanti sono
circa 5000 dunque un totale di 12000 abitanti, cifra maggiore di quella minima
prescritta dalla L.R. 10/95.
Ma ora rivediamo (ancora) gli articoli 2, 3 e 8
della stessa legge regionale, partendo proprio dall’art. 2 con i commi 1 e
2:
1 . L'ISTITUZIONE DI NUOVI COMUNI PUÒ AVER LUOGO NEI SEGUENTI CASI:
a)
FUSIONE DI DUE O PIÙ COMUNI CONTERMINI;
b) EREZIONE IN COMUNE O IN COMUNI
AUTONOMI DI UNA O PIÙ BORGATE O FRAZIONI DI UNO STESSO COMUNE.
2 . NEL CASO
DI CUI ALLA LETTERA DEL COMMA 1 NON POSSONO ESSERE ISTITUITI NUOVI COMUNI CON
POPOLAZIONE INFERIORE AI 10.000 ABITANTI O LA CUI COSTITUZIONE COMPORTI, COME
CONSEGUENZA, CHE ALTRI COMUNI SCENDANO SOTTO TALE LIMITE.
Come vedi alla lettera
b) del comma 1 si parla di “borgate o frazioni di uno stesso comune”, dunque
non è certo il caso di Marotta, dove vi sono due comuni contermini. Ora, stando
alla formula di diritto civile “ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”, si
dovrebbe escludere ogni altra interpretazione in quanto non scritta dal
legislatore, ma se poi andiamo a vedere l’art. 3 al comma 1 lettera b)
leggiamo che è possibile mutare una circoscrizione comunale distaccando una
frazione da un comune ed accorparla ad un comune contermine (il caso di
accorpamento di Marotta di Mondolfo con il comune di Fano, più volte citato),
in questo caso il precetto dell’art. 2 c.2, ossia il numero minimo di 10000
abitanti, non si applica nel caso il comune cedente (in questo caso Mondolfo)
scenda sotto questo limite di abitanti.
Per farla breve, se Marotta tutta
volesse erigersi a comune autonomo potrebbe, per assurdo, staccarsi da Mondolfo
ed accorparsi con Fano per poi staccarsi da Fano ed erigersi a comune autonomo,
e tutto questo nel rispetto scrupoloso della norma. Questo, ripeto, sarebbe
assurdo praticarlo ma bensì perfettamente praticabile per norma vigente.
Tutto
questo per dire che in riferimento al difetto di norma riscontrabile nell’art.
2, ovvero il fatto che il legislatore non abbia previsto l’istituzione di un
nuovo comune per accorpamento di due frazioni stanti in due comuni contermini e
che quindi non si debba dare luogo a questa possibilità, esiste una
contraddizione di fondo che si palesa nell’art. 3 dove risulta raggiungibile
invece questo risultato invalidando la regola del “non scritto quindi non
fattibile”, ed è anche per questo motivo che la legge può venir modificata.

Quello che voglio dire in pratica è che se si riuscisse a raccogliere le 5000
firme per indire il referendum popolare per richiedere l’autonomia
amministrativa di Marotta all’atto della consegna si presenterebbe la proposta
di modifica della legge, e tutto questo nel rispetto della legge stessa, in
quanto l’art. 8 comma 3 dell L.R. 10/95 recita:
3 . INDIPENDENTEMENTE
DALL'ADOZIONE DELL'INIZIATIVA POPOLARE, CIASCUN CONSIGLIO COMUNALE O LA
MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI RESIDENTI IN COMUNI, FRAZIONI O BORGATE, INTERESSATI
ALL'ADOZIONE DI UNO DEI PROVVEDIMENTI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 2, 3, 4 DELLA
PRESENTE LEGGE, POSSONO FARE RICHIESTA ADEGUATAMENTE MOTIVATA ALLA GIUNTA
REGIONALE AFFINCHÉ PROMUOVA LA PROCEDURA PER LA PRESENTAZIONE DI UNA PROPRIA
PROPOSTA DI LEGGE.
Dunque caro Fabio, sono “fole”solo per chi non vuole
crederci o non vuole ammettere altre possibilità.
Certo il cammino non sarà
facile, come ripetuto più volte, ma credo ne valga la pena. Per quanto citavi
circa il favorire gli accorpamenti, le cose stanno un po’ cambiando, nel senso
che si punta più su una gestione associativa dei servizi e delle funzioni
comunali, così come previsto dall’art. 22 della L.R. 18 del 01/07/2008 che
abroga l’intera legge regionale del 04/02/2003, n. 2 (Programma di riordino
territoriale ed incentivi alla gestione associata intercomunale di funzioni e
servizi).
Per dirla tutta, ti prospetto pure la situazione nel caso andasse
avanti la proposta di accorpamento con Mondolfo. Come già scritto, la regione
decidendo il bacino di elettori votanti dovrà tenere conto sicuramente degli
abitanti di Mondolfo e di quelli di Ponte Sasso, perché è popolazione che ha
interesse qualificato (per esempio per i servizi e attività economiche). Ma nel
caso, assurdo, che la regione decidesse di far votare solo la popolazione di
Marotta di Fano, sicuramente si andrebbe per il ricorso al TAR delle Marche ed
eventualmente in ultimo appello alla Consulta. La giurisprudenza già citata e
commentata nei post sul blog di Biagiarell non lascia dubbi circa la non
costituzionalità di questa pratica (voto della sola popolazione interessata
dall’accorpamento) con la conseguenza dell’annullamento dell’esito
referendario.
Un caro saluto.
Pierpavl   |93.146.99.xxx |2010-01-18 09:58:46
Pierpaoli, artógni? Sai bèn che quéll che tu proponi è "di là da
venire" e s' fà prima a gì sulla luna che ne a realizzà l' propòst tua.
Io armànn matt anca sul fatt che tu fai da giùddic' d' prìn, s'cónd e tèrz
grad d' giudizi, non sól, anca da giùddic' dla córt costituzionàl. Mia per
gnènt, sò contènt d'avécc' n'amic a colmò. 'nn tla pià Natalino, 'l mónd
è bèll perché c'è ma chi i piàc' la fava e ma chi i piàc' 'l pisèll e
scigùr scigùr, 'nn'è 'l nostr. Ma 'nn'aviàn da gì a cena?
L'gobb  - p'r Pierpavl   |79.28.0.xxx |2010-01-18 11:43:42
Ah, n'sò co' aspt'tàti!! io so pront', è n'pezz' ch'm'gurgùia l'stòmc. No,
dà'vera, Francè m'sà c'cià l'indirizz e'mei mia e cu'munq c'è l'ha d'
scì'gùra Carlo, fat'mi sapè?
Com'unq tu dici c' ci'artògn. E' vera, p'rchè
sci un' è cun'vint (ma cun'vint p'r' davèra e dòp avecc'e ragiunat ben'ben!)
d'nà robba, bassa i corni e và avant' senza chied'se tanti se o tanti ma. Po'
un la ragiona còm' vòl, tant'è. P'rò io digg' semp'r "nn'l'gànn l'can
n'tl m'tull si ancora n'ha baiàt".
Bona!
Pierpavl   |93.146.99.xxx |2010-01-18 12:58:26
Snigaiés dla madòsca, ma vedi che 'nn si bòn manc a discurr 'l mondolfés-e?
eheheheh Ma t' vòi dì na ròbba: sa l' lègg' tòcca sta atènti, 'nn
si mai scigùr d'avè ragión, si no cò cazz...ta c' stann a fà i avocat? Per
l'intant tièn chi còrn tua un pò più alzati che si s'avéssr da rómp, fann
dòl.
Adè ma Franz l' svégghi io, a furia d' fa la dieta in vista dla
cena, sò bell e diventat anorèssic.
L'gobb   |82.55.87.xxx |2010-01-19 19:03:32
Pierpavlll, ch't' cascàss l'b'lig! N'dò sei gitt? Sò c'ci'àveti la riuniòn
stasera, ma dop fat'mi sapè quan'd gìn'n a mastigà?
ariBona!
Pierpavl   |93.146.104.xxx |2010-01-20 10:26:59
Eh si! Ho vist ma Basòtt ch'è sempr più sécc, tòcca che 'l portàn a magnà
alla svelta, si no va a finì ch'i fa a cagnara 'l blìc sa 'l fil dla schina.
Ma tu Natàl tòcca ch'impari mèi la parlata nostra, adè capìsc' perché 'nn
c' capìn sèmpr. L'ardunanza di marottés c'è stata e è gitta a bèn, almén
dal punt d' vista mia. Comunque n'arparlan a cena, ògg' l'ho da veda ma Franz e
c'organizzàn.
T salut na mucchia.
L'gobb   |79.28.0.xxx |2010-01-20 10:54:09
Pierpavl, stamm'a s'ntì, sa tutt'l'rispett' p'r'la parlata mùndulfes'e ma io
m'sent' ancò da parlà s'nigàoes'e, ch'po' sar'sumèin è vera p'rò nee'nn
propri uguài. Comunq' mai fatt'rid' quant'hai ditt' d'Basòtt, è propri vera,
scigurmènt n'nà da gì giù la botta quand' tira l'grègh sì n'c'ià diec'
chilli d'madon'hi n't'l sàcocc', sìdònca l'artuvàn n't'la ripa
d'Munt'rad!!
Apett' n'à voci.
Bona, c'l'om!
arco  - Ponte Sasso   |87.3.67.xxx |2010-01-24 00:20:13
Dare un giudizio sui cittadini di Ponte Sasso (che non ne vogliono sapere di
aggregarsi a Marotta di Momdolfo) sui risultati di un referendum del 1981 mi
sembra un po antiquato, ritengo più opportuno ricoinvolgere nel referendum di
nuovo i cittadini di Pomte Sasso
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