Spiagge a rischio




Gestire uno stabilimento balneare è stato un sogno per molte persone, trascorrere l’estate al sole a contatto con gli amici oltre che con clienti provenienti da fuori regione e stranieri, era un’aspettativa per tanti marottesi. Questo sogno ormai è svanito e l’acquisto di uno stabilimento balneare non è altro che un ricordo. Nel nostro litorale alcuni bagnini vogliono cedere la loro attività come testimoniano gli annunci, anche se trovare un acquirente è diventato davvero difficile. 
A preoccupare a questo punto non è più il fatto che qualche bagnino abbiano deciso di mollare, quanto che non ci siano altri disposti a subentrare, la sopravvivenza del settore è a rischio. Per una località balneare come la nostra, anche se alcuni ritengono che la definizione sia rimasta solo sui cartelli stradali, che basa una parte importante della sua economia e la sua immagine sul turismo estivo, non è certo un bel momento.
I problemi della categoria sono sempre i soliti, l’erosione della costa, l’incertezza del rinnovo delle concessioni demaniali, il calo delle permanenze turistiche al quale si aggiunge la crisi economica che in questi ultimi anni ha aggravato la situazione.
Una categoria quella dei gestori di stabilimenti balneari che da anni non riesce più ad andare avanti, anche se i bagnini sono legati alla loro spiaggia da un rapporto affettivo, per il loro lavoro e il rapporto con i clienti che negli anni sono diventati amici con i quali condividere l’estate. Chi da qualche tempo prova a vendere la licenza è perché logoro dalle difficoltà che trova ogni estate, per anni è stata considerata una professione dai facili guadagni, anche se in realtà non è mai stato così, almeno nel nostro paese. Quando parliamo del bagnino, dobbiamo pensare a un imprenditore, che oggi non può vivere solo con la spiaggia. Purtroppo all’incertezza di perdere la concessione messa all’asta, si sono unite altre difficoltà già presenti e quindi, con l’aria che tira, è difficile trovare persone disposte a investire in questo settore per rilevare le licenze. Manca una stabilità economica, si vive alla giornata con tanti rischi e pericoli senza certezze. Un salto nel vuoto che nessuno sembra disposto a fare, anche perché i prezzi non sono proprio economici, un investimento importante e senza garanzie per il futuro alla portata solo di chi ha già un capitale da investire e, di questi tempi, non sono molti a potersi permettere uno stabilimento balneare con tutti i rischi d’impresa che oltretutto comporta. Ci sono imprenditori balneari che hanno un mutuo da onorare e che rischiano di doverlo continuare a pagare senza avere più la concessione rinnovata. Stiamo parlando d’imprese e famiglie che si troveranno in grave difficoltà, se alle incertezze sul futuro aggiungiamo tutti i rischi del mestiere, dall’atto vandalico alla mareggiata, per non parlare poi degli effettivi giorni di lavoro, che si sono ridotti da metà luglio a fine agosto, si può comprendere come la situazione sia davvero drammatica.
Aspetti quelli descritti della categoria dei bagnini che sfugge ai turisti, e forse anche a molti marottesi, che del mestiere colgono solo il lato migliore.

Raffaele Tinti

 

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Commenti  

 
0 #1 Albe 2011-01-23 21:33
è proprio vero una volta fare il bagnino era un mestiere solo per pochi fortunati, chi vendeva la propria licenza la vendeva a caro prezzo mentre oggi non la dai via nemmeno se la regali, comunque continuo a sostenere il fatto che la regione a buttato in mare un sacco di soldi senza risolvere il problema ne a nord ne a sud.
E pensare che il nostro concittadino V. Solazzi sono anni che se la passa bene in regione ma dei nostri problemi se ne sbatte i ........
forse visto il grande amore per la sua città sarebbe ora che si trasferisse

comunque PAPULIN NON MOLLATE
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